Come mai tante persone apprezzano lo stesso profumo? Quali sono le fragranze storicamente più vicine alle donne, o quelle più vicine agli uomini? Come nasce un trend in ambito profumiero? È legittimo porsi questo tipo di domande in un momento storico in cui si ha eccesso di scelta; ciononostante, andando a guardare meglio, ci sono in realtà delle macro-categorie che trainano il mercato delle fragranze, ben orchestrate dalle star del settore: i nasi. Ma guardiamo più da vicino questa industria del settore della Bellezza e scopriamo insieme alcune curiosità e segreti.

Givaudan Perfumery School ieri

La Perfumery School di Givaudan nasce dall’integrazione di Roure, storica maison di Grasse fondata nel XIX secolo, che per decenni ha rappresentato uno dei fulcri della profumeria francese. Roure non era soltanto un produttore di materie prime, ma un vero centro di formazione e trasmissione del sapere: qui si struttura il metodo di Jean Carles, basato sulla memorizzazione rigorosa delle materie prime e su una disciplina creativa che formerà generazioni di profumieri. Nel corso del Novecento, attraverso fusioni e acquisizioni – in particolare con Bertrand Dupont – Roure diventa Roure-Bertrand Dupont, rafforzando il proprio peso industriale e culturale.

Givaudan, fino a quel momento, era stata soprattutto un gigante chimico-industriale.

Fondata a fine Ottocento in Svizzera, Givaudan nasce e cresce come azienda specializzata in aromi e molecole per profumeria e alimentare. Il suo cuore non è Grasse ma l’industria chimica europea: laboratori, sintesi, produzione su larga scala, capacità di garantire standard, volumi e continuità. È un’azienda modernissima per l’epoca, razionale, scientifica, fortemente orientata al B2B. Negli anni ’80–’90 il settore delle fragranze entra in una fase di concentrazione industriale: i costi di ricerca aumentano, la regolamentazione si fa più severa, i grandi clienti (Dior, L’Oréal, Estée Lauder) vogliono fornitori globali, solidi, continui. Givaudan è fortissima sul piano chimico e industriale, ma Roure controlla un capitale diverso e strategico: il sapere di Grasse, l’accesso alle materie prime naturali, una cultura formativa consolidata e una scuola che produce profumieri secondo un metodo rigoroso.

A seguito della fusione Givaudan-Roure del 1991, Givaudan nasce ufficialmente nel 2000 come società indipendente e quotata in borsa.

Givaudan Perfumery School oggi

Ebbene, oggi la Givaudan si distingue per sfornare talenti assoluti nel campo della creazione di fragranze senza tempo. Stiamo parlando di nasi come Dominique Ropion, Catrice Becker, Michel Girard, Quentin Bisch, Alberto Morillas e Jordi Fernández. Detta così sembra poca roba, tuttavia a loro dobbiamo creazioni come J’Adore di Dior (Becker), Portrait of a Lady di Frederic Malle (Ropion), Hermann di État Libre d’Orange o 1 Million di Rabanne (Girard). Dunque si accede alla seguente tematica: avendo da una parte il know-how sulle materie prime e dall’altra l’industria chimica, il tutto unito da studi approfonditi sul gradimento collettivo per generi olfattivi, la responsabilità di tale azienda ricade proprio nell’impostare le mode del momento. Ciononostante, il prezzo da pagare è proprio l’omologazione ed il conformismo anche quando si tratta di scegliere un profumo da indossare, soprattutto con il sempre più emergente fenomeno dei dupe.

E non solo: la profumeria diventa sempre più laboratoriale, lasciando ben poco spazio a materie prime e tecniche naturali. Ma d’altra parte per soddisfare volumi di richiesta molto alti l’unica soluzione risulta affidarsi alla riproduzione delle molecole chimiche di un odore. In tal senso, in realtà, Givaudan assicura la migliore scelta e lavorazione delle materie prime in circolazione. Orpur® è il marchio esclusivo della Perfumery School francese che identifica materie prime naturali di altissima qualità utilizzate nella profumeria di lusso. La linea comprende oli essenziali, assolute e resinoidi selezionati con cura per le loro caratteristiche aromatiche eccezionali e la sostenibilità della loro produzione. Ogni ingrediente Orpur® rappresenta il massimo standard di purezza e autenticità, garantendo profumi ricchi, complessi e dal carattere distintivo. Non si tratta di molecole sintetiche brevettate, ma di una collezione premium di naturals che valorizza le creazioni dei maestri profumieri. Alcuni esempi? Neroli Oil Orpur®, Vert de Bergamot Orpur® e Cedarwood Atlas NeoAbsolute® Orpur®.

Il Disastro di Seveso

Giocare con l’alchimia ha un prezzo e la sopra citata Scuola l’ha pagato in un tempo non molto remoto.

Il Disastro di Seveso fu un grave incidente industriale che avvenne il 10 luglio 1976 nello stabilimento ICMESA di Meda, in Lombardia, allora di proprietà della multinazionale svizzera Givaudan, controllata a sua volta dal gruppo Hoffmann‑La Roche. A causa di un malfunzionamento durante la produzione di triclorofenolo, una valvola di sicurezza cedette e sprigionò una nube tossica contenente diossina TCDD, un composto estremamente pericoloso per la salute umana e l’ambiente. Questa nube si estese rapidamente verso i comuni vicini, contaminando terreni, vegetazione e persone con uno dei più alti livelli di esposizione di diossina mai registrati in un’area residenziale.

Il disastro non causò vittime immediate, ma centinaia di persone svilupparono sintomi di intossicazione, migliaia furono evacuate e vaste aree furono bonificate. L’accaduto portò a lungo contenzioso legale e a cambiamenti normativi significativi nella gestione della sicurezza industriale in Europa. È uno dei casi più studiati quando si parla di criminologia ambientale, citato insieme ad altri come Chernobyl, Hiroshima e Nagasaki.

Il futuro della profumeria?

La profumeria di nicchia impera sempre di più a scapito della profumeria tradizionale; in tal senso, si assiste a due fenomeni di uguale portata. Da una parte la preferenza per fragranze impattanti, da scia, molecolari e super persistenti. Dall’altra, un ritorno ad un profumarsi gestuale e classico, preferendo oli ed essenze di brand minori e con un risultato sulla pelle più intimista. Se il primo caso richiama a sé, come dicevamo, molta chimica, il secondo rimane ancorato a metodi artigianali. In entrambi i nostri possono risultare elevati perché per un lato si paga il nome in più millilitri, per l’altro i lunghi processi di lavorazione in meno millilitri. In generale vale sempre la regola più gettonata: conoscersi, sapere e saper scegliere. ☺︎

Categorie
Privacy Policy

Cookie Policy