L’essere umano è fatto di percezioni; oppure, come disse l’enigmatico Eraclito, di emozioni e conoscenze.
Olere: radicare nel presente

La parola Olere in latino deriva dal più antico oleo e significa “avere odore” o “emanare odore” e porta con sé una storia millenaria. È il richiamo a uno dei sensi più antichi e più intimi: l’olfatto, ma per estensione invita alla compenetrazione totale dei cinque sensi. Olere significa quindi riconnettersi con l’autenticità, radicare nel presente; un profumo non è mai neutro poiché sa evocare ricordi, raccontare storie, riportare alla luce emozioni che credevamo dimenticate. Olere diventa così un invito a rallentare il ritmo della vita quotidiana.
In questo universo dell’Olere si parla di bellezza, profumi, cosmetica, moda e brand innovativi.
Sapere: nutrire l’intelletto

Il verbo Sapere, dal latino volgare sapēre, ha origine nel senso di “avere sapore” o, ancora, “odorare” e ha assunto poi il significato di “essere saggio” o “capire”. Può subito saltare in mente un termine, “sapido”, ovvero ricco di sapore. Tale gioco linguistico riporta ad una caratteristica della mente: può essere nutrita, non solo attraverso il bello ma anche attraverso l’intelletto ed i suoi giochi. Una mente sapida è un terreno nutrito e rigoglioso, ricco di spunti, che porta con sé i semi di nuove idee e conoscenze inedite.
Il Sapere ottiene così un aspetto rinnovato: affronta argomenti come cultura, arte, filosofia, sociologia e storia.
Perché Olere e Sapere sono inseparabili?
Perché non basta sentire senza capire, e non basta sapere senza sentire.
Attraverso questi due concetti l’intento è quello di radicare la concretezza della vita – Olere – alla parte più fuggevole e mistica, il pensiero – Sapere, appunto.
Insieme costruiscono un’esperienza completa tesa alla crescita personale, resa così alla portata di tutti.